Buoni pasto 2026: il limite elettronico sale a 10 euro
Dal 2026 il buono pasto in formato elettronico non concorre a formare reddito fino a 10 euro al giorno, contro gli 8 precedenti. Il buono cartaceo resta fermo a 4 euro. A differenza dei fringe benefit, qui è imponibile soltanto la parte eccedente.
Le due soglie
| Formato | Limite giornaliero esente | Variazione rispetto al 2025 |
|---|---|---|
| Buono pasto elettronico | 10,00 € | da 8,00 € |
| Buono pasto cartaceo | 4,00 € | invariato |
Il riferimento è l'articolo 51, comma 2, lettera c, del TUIR, che disciplina le prestazioni sostitutive del servizio di mensa; il nuovo importo per il formato elettronico è stato introdotto dalla legge di bilancio 2026.
Un esempio di calcolo
Un dipendente con 22 giornate di presenza nel mese riceve buoni elettronici. Vediamo tre ipotesi di valore facciale.
| Valore del buono | Totale erogato | Quota esente | Quota imponibile |
|---|---|---|---|
| 8,00 € | 176,00 | 176,00 | 0,00 |
| 10,00 € | 220,00 | 220,00 | 0,00 |
| 12,00 € | 264,00 | 220,00 | 44,00 |
Parametri: 22 giornate di effettiva presenza, un solo buono al giorno, formato elettronico. Nel terzo caso l'eccedenza di 2 euro al giorno entra nell'imponibile fiscale e contributivo; i restanti 10 euro restano esenti.
È la differenza che vale la pena ricordare: nei fringe benefit il superamento del plafond rende imponibile l'intera erogazione, nei buoni pasto solo la parte che supera il limite giornaliero.
Dove si sbaglia più spesso
- Buoni erogati per giornate senza presenza. Il buono spetta in funzione della giornata di lavoro effettiva: ferie, malattia e permessi non la integrano.
- Più buoni nello stesso giorno. Il limite è giornaliero, non per buono: due buoni da 10 euro nella stessa giornata non raddoppiano l'esenzione.
- Cumulo con il servizio di mensa. Se nella stessa giornata il lavoratore usufruisce della mensa aziendale, il buono aggiuntivo va valutato a parte.
- Obblighi di vitto previsti dal CCNL. In ristorazione e turismo il contratto collettivo può prevedere il vitto o la relativa indennità: il buono pasto non lo sostituisce automaticamente e il trattamento va letto sul contratto applicato.
Da verificare prima di decidere su un caso concreto
Restano da controllare sul testo di legge e sulla prassi: il trattamento del buono nella giornata in cui si verifica il cumulo con la mensa; la regola del buono unico nelle giornate con turno spezzato; la qualificazione del pasto consumato in servizio come servizio di mensa; gli importi e gli obblighi di vitto dei CCNL dei settori serviti; l'aliquota dei contributi a carico dell'azienda sulla quota eccedente.