Fringe benefit 2026: superare la soglia di un euro costa centinaia di euro
La soglia di esenzione è di 1.000 euro, che diventano 2.000 per chi ha figli fiscalmente a carico. La regola che conta non è l'importo: è che oltre la soglia diventa imponibile tutto il valore erogato, non la sola eccedenza.
Che cosa dice la norma
La soglia è stata fissata dall'articolo 1, commi 390 e 391, della legge 207/2024 ed è stata confermata per il 2026 dalla legge di bilancio (L. 199/2025) senza modifiche. Si applica al valore dei beni ceduti e dei servizi prestati al dipendente, oltre che alle somme erogate o rimborsate dal datore di lavoro per:
- le utenze domestiche di acqua, luce e gas;
- l'affitto della prima casa;
- gli interessi sul mutuo della prima casa.
La soglia doppia spetta ai lavoratori con figli fiscalmente a carico, compresi i figli adottivi, quelli naturali riconosciuti, gli affidati e i figli del coniuge.
L'effetto soglia, con i numeri
Prendiamo un dipendente con un figlio a carico, quindi con soglia a 2.000 euro, inquadrato a un livello che lo colloca nello scaglione IRPEF del 33 per cento. L'azienda gli riconosce buoni acquisto per 1.200 euro e il rimborso delle bollette di casa per 900 euro: in tutto 2.100 euro.
Superata la soglia, l'imponibile non è l'eccedenza di 100 euro. È l'intero importo di 2.100 euro, sia ai fini contributivi sia ai fini fiscali.
| Voce | Erogazione da 1.900 € | Erogazione da 2.100 € |
|---|---|---|
| Valore riconosciuto | 1.900,00 | 2.100,00 |
| Imponibile | 0,00 | 2.100,00 |
| Contributi a carico del lavoratore (9,19%) | 0,00 | 192,99 |
| Imponibile fiscale | 0,00 | 1.907,01 |
| IRPEF al 33% | 0,00 | 629,31 |
| Valore netto per il lavoratore | 1.900,00 | 1.277,70 |
Parametri: aliquota IVS a carico del lavoratore 9,19 per cento; aliquota marginale IRPEF 33 per cento (scaglione da 28.000 a 50.000 euro, L. 199/2025); addizionali regionale e comunale non considerate, perché variano con il domicilio fiscale; arrotondamento a due decimali.
Duecento euro in più di erogazione tolgono al lavoratore 622,30 euro di valore netto. L'azienda, dal canto suo, paga i contributi a proprio carico su tutti i 2.100 euro. È la ragione per cui il plafond va presidiato durante l'anno e non verificato a dicembre.
Che cosa fare in pratica
- Tenere un conteggio progressivo per singolo lavoratore, che comprenda tutte le fonti: buoni, rimborsi di utenze, erogazioni di altre società del gruppo.
- Farsi dichiarare per iscritto dal dipendente la presenza di figli fiscalmente a carico e il loro codice fiscale: senza la dichiarazione la soglia resta a 1.000 euro.
- Informare le rappresentanze sindacali aziendali, dove presenti.
- Fissare una soglia interna di allerta sotto il limite di legge, per assorbire gli arrotondamenti e le erogazioni di fine anno.
Da verificare prima di decidere su un caso concreto
Alcuni punti richiedono un controllo sul testo vigente e sulla prassi, e in questo articolo non sono dati per acquisiti: la nozione di «prima casa» rispetto a quella di «abitazione principale»; il trattamento dei dispositivi concessi anche per uso personale; l'effetto della nascita del figlio in corso d'anno e di una dichiarazione tardiva sulla soglia dei 2.000 euro; le modalità di rettifica della Certificazione Unica e di recupero dei contributi quando il superamento emerge dopo il conguaglio.