Welfare · 9 ottobre 2026

Fringe benefit 2026: superare la soglia di un euro costa centinaia di euro

La soglia di esenzione è di 1.000 euro, che diventano 2.000 per chi ha figli fiscalmente a carico. La regola che conta non è l'importo: è che oltre la soglia diventa imponibile tutto il valore erogato, non la sola eccedenza.

Che cosa dice la norma

La soglia è stata fissata dall'articolo 1, commi 390 e 391, della legge 207/2024 ed è stata confermata per il 2026 dalla legge di bilancio (L. 199/2025) senza modifiche. Si applica al valore dei beni ceduti e dei servizi prestati al dipendente, oltre che alle somme erogate o rimborsate dal datore di lavoro per:

  • le utenze domestiche di acqua, luce e gas;
  • l'affitto della prima casa;
  • gli interessi sul mutuo della prima casa.

La soglia doppia spetta ai lavoratori con figli fiscalmente a carico, compresi i figli adottivi, quelli naturali riconosciuti, gli affidati e i figli del coniuge.

L'auto aziendale non rientra qui. Il veicolo concesso a uso promiscuo ha una propria disciplina di determinazione del valore e non consuma il plafond dei 1.000 o 2.000 euro. È un errore che si incontra spesso nei prospetti di welfare.

L'effetto soglia, con i numeri

Prendiamo un dipendente con un figlio a carico, quindi con soglia a 2.000 euro, inquadrato a un livello che lo colloca nello scaglione IRPEF del 33 per cento. L'azienda gli riconosce buoni acquisto per 1.200 euro e il rimborso delle bollette di casa per 900 euro: in tutto 2.100 euro.

Superata la soglia, l'imponibile non è l'eccedenza di 100 euro. È l'intero importo di 2.100 euro, sia ai fini contributivi sia ai fini fiscali.

VoceErogazione da 1.900 €Erogazione da 2.100 €
Valore riconosciuto1.900,002.100,00
Imponibile0,002.100,00
Contributi a carico del lavoratore (9,19%)0,00192,99
Imponibile fiscale0,001.907,01
IRPEF al 33%0,00629,31
Valore netto per il lavoratore1.900,001.277,70

Parametri: aliquota IVS a carico del lavoratore 9,19 per cento; aliquota marginale IRPEF 33 per cento (scaglione da 28.000 a 50.000 euro, L. 199/2025); addizionali regionale e comunale non considerate, perché variano con il domicilio fiscale; arrotondamento a due decimali.

Duecento euro in più di erogazione tolgono al lavoratore 622,30 euro di valore netto. L'azienda, dal canto suo, paga i contributi a proprio carico su tutti i 2.100 euro. È la ragione per cui il plafond va presidiato durante l'anno e non verificato a dicembre.

Che cosa fare in pratica

  1. Tenere un conteggio progressivo per singolo lavoratore, che comprenda tutte le fonti: buoni, rimborsi di utenze, erogazioni di altre società del gruppo.
  2. Farsi dichiarare per iscritto dal dipendente la presenza di figli fiscalmente a carico e il loro codice fiscale: senza la dichiarazione la soglia resta a 1.000 euro.
  3. Informare le rappresentanze sindacali aziendali, dove presenti.
  4. Fissare una soglia interna di allerta sotto il limite di legge, per assorbire gli arrotondamenti e le erogazioni di fine anno.

Da verificare prima di decidere su un caso concreto

Alcuni punti richiedono un controllo sul testo vigente e sulla prassi, e in questo articolo non sono dati per acquisiti: la nozione di «prima casa» rispetto a quella di «abitazione principale»; il trattamento dei dispositivi concessi anche per uso personale; l'effetto della nascita del figlio in corso d'anno e di una dichiarazione tardiva sulla soglia dei 2.000 euro; le modalità di rettifica della Certificazione Unica e di recupero dei contributi quando il superamento emerge dopo il conguaglio.

Fonti e data di riferimento. Dati al 9 ottobre 2026. Soglie e perimetro: L. 207/2024, art. 1, commi 390-391, confermati per il 2026 dalla L. 199/2025 (verifica incrociata su più fonti concordi). Aliquota IVS 9,19 per cento e scaglioni IRPEF 2026: circolare INPS 6 del 30 gennaio 2026 e L. 199/2025. Questo articolo ha finalità informativa, non è un parere su un caso individuale e non sostituisce la verifica sul testo di legge vigente.

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